Dott. ROSTAGNO Fabio                  

  Medico Veterinario

 Le tartarughe acquatiche sono uno dei più comuni animaletti da compagnia che spesso vengono acquistati sotto insistente richiesta dei bambini, prima di acquistarle però è bene informarsi sulle loro necessità per poter offrire loro un ambiente di vita e un’alimentazione il più possibile simile a quelli che avrebbero in natura.

Sono animali molto resistenti e abbastanza longevi a patto che vengano gestiti in modo corretto, le principali problematiche infatti dipendono nella stragrande maggioranza dei casi da errori di gestione.

Non bisogna farsi ingannare dalle piccole dimensioni che hanno al momento dell’acquisto, infatti quasi sempre si tratta di esemplari neonati.

 LE SPECIE:

  • TRACHEMYS SCRIPTA ELEGANS: Tartaruga di origine statunitense, diffusa lungo al valle del Missouri. È la classica tartaruga da acquario dalle orecchie rosse che fin troppo spesso in passato è stata acquistata in modo superficiale, ora in natura è diventata rara per cui necessita di certificazione CITES e quindi si trova meno facilmente nei negozi di animali. Può raggiungere i 28 cm di lunghezza del carapace (tenere in conto prima dell’acquisto). Gli esemplari di più di 1 anno possono andare il letargo ed essere mantenuti tutto l’l’anno all’aperto. Specie carnivora da giovane tende a diventare onnivora da adulta
  • TRACHEMYS SCRIPTA SCRIPTA: Tartaruga di origine statunitense, diffusa lungo la valle del Mississippi. È la classica tartaruga da acquario dalle orecchie gialle. Non necessita di certificazione CITES. Può raggiungere i 28 cm di lunghezza del carapace (tenere in conto prima dell’acquisto). Gli esemplari di più di 1 anno possono andare il letargo ed essere mantenuti tutto l’l’anno all’aperto. Specie carnivora da giovane tende a diventare onnivora da adulta

 Trachemys scripta scripta

  • TRACHEMYS SCRIPTA SPP.: Esistono moltissime sottospecie e varietà locali meno note di Trachemys con caratteristiche di gestione molto simili alle sottospecie descritte in precedenza.
  • APALONE SPINIFERA: Tartaruga di origine statunitense, canadese e messicana. Il carapace non presenta scuti, è ricoperto di cute dura color verde oliva, il muso è allungato ed è una specie molto acquatica. Può raggiungere i 50 cm di lunghezza del carapace nelle femmine. Gli esemplari di più di 1 anno possono andare il letargo ed essere mantenuti tutto l’l’anno all’aperto. Specie carnivora.
  • CHRYSEMYS PICTA SPP.: Specie nordamericana, ne esistono molte sottospecie. Molto meno nota della simile Trachemys presenta caratteristiche gestionali del tutto sovrapponibili.
  • EMYS ORBICULARIS: Unica specie autoctona in Italia, è diffusa lungo quasi tutte le coste del mediterraneo, in gran parte dell’Europa centrale fino alla Russia e lungo la costa africana del Mediterraneo. Vive in corsi d’acqua lenti che presentano vegetazione. Può raggiungere i 20 cm di lunghezza del carapace, la colorazione è verde oliva con macchie gialle, la coda è molto lunga in rapporto al carapace, nei neonati tale caratteristica è accentuata. Tartaruga carnivora, può essere gestita tutto l’anno all’aperto in quanto va il letargo nei periodi freddi. È una specie molto longeva che può raggiungere il secolo di vita. Ne è vietata la detenzione visto lo stato di tutela della specie in natura tranne eccezioni autorizzate.
  • GRAPTEMYS OUACHITENSIS: Tartaruga nordamericana, è diffusa negli stati uniti. Presenta una tipica carenatura scura degli scuti dorsali più evidente negli esemplari giovani, il colore di fondo è marrone chiaro con macchie tonde gialle sulla testa, le iridi sono molto chiare con una linea nera orizzontale che comprende la pupilla. Vive in corsi d’acqua lenti, è onnivora, Gli esemplari di più di 1 anno possono andare il letargo ed essere mantenuti tutto l’l’anno. È molto più timida rispetto alle precedenti per cui devono essere presenti molti vegetali acquatici come nascondigli.

 Graptemys ouachitensis

  • GRAPTEMYS PSEUDOGEOGRAPHICA: Tartaruga nordamericana, è diffusa negli stati uniti. Presenta una tipica carenatura scura degli scuti dorsali più evidente negli esemplari giovani, il colore di fondo è marrone chiaro con striature gialle sulla testa, le iridi sono molto chiare con una linea nera orizzontale che comprende la pupilla. Vivi in corsi d’acqua lenti, è onnivora, Gli esemplari di più di 1 anno possono andare il letargo ed essere mantenuti tutto l’l’anno all’aperto. È molto più timida rispetto alle precedenti per cui devono essere presenti molti vegetali acquatici come nascondigli.

AMBIENTE DI VITA:

La sistemazione ideale di queste specie europee è un laghetto in giardino almeno per gli esemplari di più di un anno di età e durante la stagione estiva. Il laghetto deve avere determinate caratteristiche: deve essere esposto al sole, devono essere presenti zone emerse facilmente raggiungibili con presenza di terreno in cui le femmine possano scavare per deporre le uova, devono essere presenti zone d’ombra, il fondo deve essere fangoso per l’ibernazione e deve essere presente un lento e continuo ricambio d’acqua (soprattutto per Apalone Spinfera, specie predisposta alle infezioni cutanee). Gli esemplari giovani e quelli che non hanno la possibilità di essere gestiti all’aperto devono essere alloggiati in un ampio acqua-terrario con zone emerse, l’acqua deve essere ripulita da un filtro apposito per tartarughe e riscaldata da un termoriscaldatore per acquari alla temperatura di 22-26 gradi. Un parziale ricambio dell’acqua va effettuato settimanalmente.

Sulla zona emersa non deve mai mancare una  lampada per rettili con emissione di 5% di UVB da lasciare accesa 8 a 12  ore durante il giorno, i raggi UVB sono fondamentali per il metabolismo del calcio.

I maschi durante la stagione riproduttiva sono molto combattivi tra di loro per cui è bene allevare un maschio solo insieme a più femmine. (Apalone Spinifera è molto aggressiva per cui va allevata in solitudine).

 ALIMENTAZIONE:

La maggior parte delle tartarughe acquatiche è carnivora, in natura si alimentano di pesciolini, crostacei, insetti, molluschi e lombrichi e talvolta di animali morti. Alcune specie da adulte diventano onnivore alimentandosi di vegetali acquatici.

In cattività vanno forniti pesciolini come acciughe crude, acquadelle, latterini, trote a pezzetti ma senza deliscarli, e senza eliminare le interiora e le squame. Si possono somministrare saltuariamente gamberetti secchi, gamberetti, pezzetti di fegato crudo e carne cruda. Una volta ogni 7-14 giorni vanno somministrati alimenti completi per tartarughe acquatiche in pellet di ottima marca (chiedere consiglio al veterinario di fiducia).

Per le specie onnivore e per gli esemplari che gradiscono i vegetali, si possono fornire foglie di tarassaco e cicoria una volta alla settimana.

La frequenza dei pasti varia in base all’età, ai giovani in rapido accrescimento vanno forniti gli alimenti tutti i giorni, agli adulti a giorni alterni.

IL LETARGO:

Il letargo è una condizione naturale, fondamentale per il metabolismo delle specie originarie dei climi temperati, indispensabile per la ciclicità stagionale ai fini della riproduzione. Per questi rettili, rappresenta una naturale interruzione dell’attività metabolica, seguita, al risveglio primaverile, da una ripresa rapida della crescita e dell’alimentazione.

Gli animali che alla fine dell’estate non sono in ottime condizioni fisiche, a parere del veterinario, non devono essere fatti andare in letargo, e vanno gestiti per tutto l’inverno in acqua-terrario in casa, alimentandoli come se l’estate si prolungasse.

Il letargo comporta sempre qualche piccolo rischio naturale come la predazione da parte di roditori, o il congelamento, sono però rischi molto bassi, minori del rischio di alterazioni metaboliche causate dal mancato letargo per più anni consecutivi.

Nelle settimane prima del letargo gli animali smettono di nutrirsi. Se optiamo per un letargo controllato saremo noi a far stare a digiuno i nostri animali per 3 settimane per gli adulti e 2 settimane per i neonati. In questo periodo di preparazione diminuiremo le ore di luce e riscaldamento fino a lasciarle 2-4 giorni senza più esporle a calore e luce, prima di incominciare il letargo.

In primavera (metà febbraio-primi di marzo) le tartarughe nel laghetto si sveglieranno e ricominceranno la loro normale attività gradualmente, in caso di giornate calde, all’inizio di febbraio si possono avere i primi risvegli.

Se tutto procede bene le tartarughe ricominceranno a nutrirsi nell’arco di 7-10 giorni.

Buona norma è controllare il peso prima e dopo il letargo, in condizioni normali la perdita di peso non supera il10% del peso iniziale.

 LETARGO NATURALE:

In un laghetto in giardino abbastanza profondo (almeno 50 cm) la tartaruga si interra da sola nel fondo melmoso, anche se in superficie l’acqua gela la temperatura i profondità non scende sotto i 4° gradi. Durante il letargo la maggior parte delle specie non necessita di emergere per respirare in quanto ricava una piccola quantità di ossigeno dall’acqua attraverso la mucosa della bocca e della cloaca.

In alcuni casi è preferibile interrare artificialmente le tartarughe (quando il laghetto non ha le caratteristiche idonee) come nel caso delle testuggini terrestri europee (vedi articolo a loro dedicato).

 LETARGO CONTROLLATO:

Per chi non ha la possibilità di alloggiare gli animali in un laghetto, e questi vivono tutto l’anno in terra-acquario, al sopraggiungere della cattiva stagione, dopo un digiuno di 2-3 settimane, gli esemplari vanno alloggiati in un vaschetta con circa 20 cm di acqua alla temperatura costante di circa 5°-7° gradi, questo è possibile sistemando la vaschetta in un ambiente non riscaldato controllando la temperatura con un termometro da immersione per acquari, importante ricordare che l’acqua va comunque sostituita non appena si sporca anche in questo periodo. 

RIPRODUZIONE:

Gli accoppiamenti si possono avere tutto l’anno ma sono più frequenti in primavera. Le deposizioni incominciano a maggio, ogni femmina depone da 2 a 20 uova per covata a seconda della specie e della taglia, si possono avere 2-4 covate all’anno distanziate da 2-4 settimane l’una dall’altra. Le uova vengono deposte in buche di circa 10 cm di profondità e poi ricoperte di terra in prossimità della riva del corso d’acqua.

La temperatura d’incubazione influenza il sesso (non per Apalone Spinifera), e la durata dell’incubazione stessa che va 60 a 90 giorni. Per aumentare il tasso di natalità e sopravvivenza è consigliato riporre le uova in incubatrice (anche di costruzione artigianale) senza però ruotale, tale movimento provoca la morte dell’embrione in formazione; per evitare ciò, è bene marcare la parte superiore delle uova con una matita (no pennarelli, o altro perché l’inchiostro penetra il guscio poroso delle uova).

Fondamentale il letargo per la maturazione di uova e spermatozoi.

 LE MALATTIE:

I problemi più comuni sono legati a cattiva gestione ambientale o alimentare, sono presenti anche le parassitosi intestinali (consigliato esame delle feci prima del letargo), le malattie infettive e la distocia, cioè problemi durante la deposizione e il prolasso del pene nei maschi.

Nelle Trachemys è molto frequente l’ipovitaminosi A in animali alimentati esclusivamente con Gamberetti secchi, tale patologia spesso si manifesta con anoressia, congiuntivite, ascessi auricolari e in casi gravi anche polmonite.

Comuni sono le infezioni cutanee e della corazza, le cui cause, nella maggior parte dei casi vanno ricercate nel substrato dell’acquario troppo abrasivo o  nel ricambio d’acqua poco frequente.

È sempre bene rivolgersi ad un veterinario esperto di questi animali insoliti e molto diversi dal cane e dal gatto in ogni caso di alterazioni del comportamento, così come prima e subito dopo l’acquisto degli animali.

 

 Ascesso auricolare da ipovitaminosi A in Trachemys scripta scripta.